PER ISCRIVERSI (e lo statuto)

AL PUNTO SEI DELLO STATUTO CI SONO LE INDICAZIONI

PER ISCRIVERSI

STATUTO del COMITATO TECNOLOGIE SOSTENIBILI e/o STOP5G ROMAGNA SENZA SCOPO DI LUCRO

Articolo 1 – DENOMINAZIONE – In data 9 novembre 2019 viene costituito un Comitato di volontariato LIBERO, SPONTANEO, APARTITICO, SENZA SCOPO DI LUCRO, denominato “COMITATO TECNOLOGIE SOSTENIBILI e/o STOP5G ROMAGNA” (cioè con due nomi utilizzati in modo congiunto o disgiunto indifferentemente).

Articolo 2 – SEDE – Il Comitato ha sede in via Mentana n.3 a Forlì. La sede potrà variare secondo le esigenze e per decisione dell’assemblea degli aderenti.

Articolo 3 – TERRITORIO – Il Comitato opererà nel territorio di pertinenza delle Province di Forli-Cesena, Ravenna, Rimini.

Articolo 4 – SCOPI – Il Comitato, libero e spontaneo, senza scopo di lucro, apartitico, non assistito, è costituito allo scopo di affrontare le problematiche e le tematiche della difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini nell’ambito della prevenzione degli effetti nocivi che le nuove tecnologie ( e anche quelle meno nuove) in fase di implementazione potrebbero avere dal punto di vista della salute psico-fisica umana, dell’ecosistema, della società.
Per raggiungere questi fini il Comitato si doterà e si avvarrà degli strumenti, consulenze-perizie e iniziative che riterrà più opportuni, anche legali se necessario. L’attività del Comitato non ha fini di lucro e verrà autofinanziata attraverso le donazioni degli aderenti al Comitato o anche di esterni sostenitori.

Art. 5 – FINALITA’ – Le finalità del Comitato sono rivolte a garantire a chi risiede nelle tre province Romagnole la promozione di uno sviluppo tecnologico sostenibile (vedi scopo) e la tutela dell’ambiente e la salute psicofisica dei i cittadini ivi residenti da implemetazioni massicce, invasive e non sicure come quelle previste dalla tecnologia di telefonia mobile di quinta generazione e altro.

Articolo 6 – ADESIONE AL COMITATO – L’adesione al Comitato è libera, senza discriminazione di razza, sesso, fede religiosa, purché l’attività personale di ciascun aderente avvenga nel pieno rispetto delle leggi vigenti e non sia in contrasto con le finalità del Comitato stesso. Il Comitato è indipendente da qualsiasi altra associazione, comitato, circolo, partito, ecc. ma potrà aderire a tavoli o coordinamenti. La domanda di iscrizione al comitato avviene previa sottoscrizione del modulo da effettuarsi personalmente di fronte ad un qualsiasi membro iscritto del comitato, il quale ne autocertifichi inequivocabilmente l’ identità anagrafica. La sottoscrizione può essere effettuata anche in via elettronica, tramite l’ invio di una email a stop5gromagna@gmail.com (richiedendo l’iscrizione al comitato scrivendo il proprio nome, cognome, indirizzo di residenza, luogo e data di nascita, cf,, numero di telefono) e allegando contestualmente un documento di identità in corso di validità. Il Direttivo ammetterà verbalizzando i nuovi iscritti.

Articolo 7 – QUOTE ASSOCIATIVE – L’adesione al Comitato non comporta l’autotassazione regolare degli aderenti ma potrebbe essere così in un secondo momento per decisione dei vari organi. Pertanto il Comitato provvederà all’autofinanziamento attraverso raccolte fondi (tra i soci e non) delle singole iniziative decise di volta in volta dai vari organi. Nel caso venisse istituti l autotassazione sarà diretta a finanziare attività istituzionali ed è stabilita dall’assemblea degli aderenti entro il 31 gennaio di ogni anno. Ogni eventuale quota copre l’adesione al comitato per l’intero anno solare, scade il 31 dicembre e va rinnovata entro il 31 maggio, pena il decadimento dalla posizione di aderente al Comitato.

Articolo 8 – FONDO COMUNE – I contributi degli associati e i beni eventualmente acquisiti con questi costituiscono il fondo comune del Comitato. Gli aderenti non possono chiedere la divisione del fondo comune, né pretenderne una quota in caso di recesso. Il Comitato risponde delle proprie obbligazioni con il fondo comune.

Articolo 9 – ORGANI E POTERI – La struttura organizzativa del Comitato è composta dall’Assemblea degli aderenti al Comitato, da un referente, da un Consiglio Direttivo e da referenti di zona. Il Consiglio Direttivo può essere composto da un massimo di 15 membri. Questi sono stati nominati in prima istanza nell’atto Costitutivo e dal Direttivo nei primi due anni, verranno poi eletti ogni due anni dall’assemblea degli aderenti. All’interno del Consiglio Direttivo vengono identificati i referenti di provincia ( o di una parte) che si coordineranno poi con i referenti dei gruppi cittadini, promuovendo la nascita di nuovi gruppi su tutto il territorio. Il Consiglio Direttivo ha la rappresentanza del Comitato e resta in carica due anni. I membri del Direttivo potranno essere revocati dalla direttivo o assemblea in caso di attivismo partitico, assenza alle riunioni del direttivo (due consecutive) senza serie motivazioni, disinteresse nel raggiungere l’obiettivo. Anche i referenti di città potranno essere nominato dal direttivo nei primi due anni e eletti dall’assemblea in un secondo momento.


Articolo 10 – L’ASSEMBLEA DEGLI ADERENTI – L’assemblea degli aderenti deve essere convocata almeno una volta all’anno per l’approvazione del rendiconto annuale e a scadenza per l’elezione dei membri del Consiglio Direttivo. L’avviso di convocazione dell’assemblea dovrà pervenire a tutti gli aderenti con almeno tre (3) giorni di anticipo, a mezzo comunicazione scritta (mailing-list), telefonica o apposito volantino informativo. L’Assemblea degli aderenti decide a maggioranza (50%+1) dei presenti.
Assemblee straordinarie possono essere convocate dal Consiglio Direttivo o da almeno il 50%+1 degli aderenti.

Articolo 11– CONSIGLIO DIRETTIVO – Il Comitato è amministrato dal Consiglio Direttivo, che avrà un referente e sarà composto da massimo 15 membri eletti dall’assemblea degli aderenti tra i propri componenti ogni due anni. Tale Consiglio si occupa della gestione ordinaria e straordinaria del Comitato e ne ha la rappresentanza.

Articolo 12 – DURATA E SCIOGLIMENTO – Il Comitato rimane in vita fino a diversa decisione espressa dalla assemblea che può deliberarne lo scioglimento con voto favorevole di almeno i ¾ degli aventi diritto.

Articolo 13 – DIRITTI DEGLI ADERENTI – Gli aderenti hanno i seguenti diritti:
– eleggere il Consiglio direttivo;
– approvare il rendiconto annuale;
– partecipare (e/o promuovere) alle iniziative organizzate dal Comitato.

Articolo 14 – DOVERI DEGLI ADERENTI – Gli aderenti hanno i seguenti doveri:
– versare la quota associativa ( nel caso venga istituita) iniziale e quella annuale stabilita dal Consiglio direttivo;
– partecipare (e/o promuovere) alle assemblee convocate nel corso dell’anno;
– impegnarsi per il raggiungimento dello scopo;

  • ogni membro è tenuto a mantenere comportamenti educati e rispettosi, in osservanza del codice civile; il comitato, inoltre, non si assume alcuna responsabilità verso divulgazioni false o mendaci o atti violenti di qualsiasi natura

Articolo 15 – ESCLUSIONE DEI SOCI – I’aderente che contravvenga ai doveri indicati dal presente Statuto può essere escluso dal Comitato con delibera del Consiglio direttivo previa richiesta di comunicazione scritta contenente eventuali giustificazioni, da inviarsi al domicilio dell’aderente almeno trenta giorni prima della delibera di esclusione. L’esclusione è prevista per i seguenti casi:
– inadempimento degli obblighi assunti da parte dell’aderente a favore del Comitato;
– mancato pagamento della quota associativa (nel caso venga istituita).;
– inosservanza delle disposizioni dello Statuto, di eventuali regolamenti o delle delibere e degli organi sociali.

Articolo 16 – RECESSO – Ciascun aderente è libero di recedere dal Comitato in ogni momento, dandone comunicazione agli altri aderenti per il tramite degli organi sopracitati.

Articolo 17 – PATRIMONIO – Il patrimonio del comitato è costituito da:
– quote iscrizione dei promotori ( nel caso venga istituita);
– contributi ricevuti;
– riserve formate con avanzi di gestione.
Gli eventuali avanzi di gestione devono essere reinvestiti nelle attività istituzionali ed è fatto assoluto divieto di distribuzione anche in modo indiretto, delle riserve e dei fondi di gestione.
In caso di scioglimento l’eventuale patrimonio residuo, dopo la liquidazione, dovrà essere devoluto ad un ente o associazione che sarà proposto dal Consiglio Direttivo e deliberato dall’Assemblea.

Articolo 18 – ESERCIZIO SOCIALE – L’esercizio sociale decorre dal 1° gennaio al 31 dicembre di ogni anno, al termine dell’esercizio il consiglio direttivo provvede alla relazione del rendiconto annuale e lo sottopone all’approvazione dell’assemblea il 30 aprile dell’anno successivo a quello a cui il rendiconto si riferisce. Il primo esercizio sociale ha durata dal 9 novembre 2019 al 31 dicembre 2020.